Compagnia dell'obelisco

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Polaris Rhew

Chierico / Dominio del Crepuscolo - Lv. 9

Stregone / Anima divina - Lv. 1

Gregario

Specie: Elfo astrale

Mondo di origine: Mondo ignoto

Mondo attuale: Maelstrom

Gruppo: Nessuno

Polaris Rhew nacque tra gli elfi astrali quando il loro popolo non si considerava ancora un impero, ma una diaspora sacra. I suoi primi secoli da bambina furono segnati da un’idea semplice e potente: lasciare il Feywild per avvicinarsi agli dèi per ascoltarli senza il velo dei mondi.
Nel Piano Astrale, il tempo non scorre come altrove. Polaris crebbe in una società eterna, e immutabile, o almeno così pensavano. In quegli anni, il pantheon elfico veniva ancora venerato nella sua pluralità. Sehanine Moonbow guidava i viaggi e i sogni, Corellon l’arte e l’identità, Labelas il tempo e la riflessione. Il sole di Xaryxis era sempre presente, ma non sovrano. Un faro che presto cominciò ad essere usato come fonte di magia e a contenere tutte le anime del suo popolo.
Col passare dei secoli, quella pluralità iniziò a comprimersi. Il culto del sole assunse una forma sempre più centrale, ordinata, rassicurante. Polaris rimase. Fu attraverso lo studio dei culti extraplanari che la frattura divenne evidente. Polaris venne incaricata di osservare le divinità lunari di altri mondi, le loro pratiche, spesso contraddittorie. Scoprì che Sehanine aveva mille volti e nessuno definitivo. Che la fede poteva essere intima, frammentata, persino incoerente, senza per questo essere debole.
Quando il sole di Xaryxis iniziò a morire, l’Impero fece la sua scelta. Non accettò il ciclo. Decise di spezzarlo. I rituali per drenare l’energia vitale di altri mondi vennero giustificati come necessità cosmica, come diritto di una civiltà eterna a continuare a esistere. Iniziò l'epoca puramente coloniale dell'impero.
Per Polaris, quello fu il punto di rottura. Fedele ai principi del pantheon elfico originale, non poteva tollerare questa ultima deriva, perché avrebbe dovuto accettare che interi altri mondi non avrebbero avuto la possibilità di nascere, tramontare e rinascere. La luce che rifiuta il crepuscolo non è luce divina.
Ora Polaris Rhew, un essere cresciuto fuori dal tempo, cammina tra mondi per studiare i diversi culti, dove il tempo consuma i corpi e rende le scelte urgenti. Serve Sehanine come Chierica del Crepuscolo, non per imporre una verità, ma per proteggere i passaggi: tra luce e ombra, tra fede e dubbio, tra vita e morte, tra mondi che si incontrano senza conquistarsi. E crede che il crepuscolo non sia una fine, ma una promessa.
Serve la Compagnia dell'Obelisco per aiutare come non ha potuto aiutare contro l'Impero Xaryxiano.

Missioni a cui ha partecipato


Dal diario privato di Polaris

Il flogisto non perdona l’imprudenza.
Eppure, ogni volta, i mortali sembrano convinti che le leggi dell’esistenza siano semplici suggerimenti. 

La Compagnia dell’Obelisco è stata convocata su una spelljammer guidata da Michael Westport, tabaxi di straordinaria loquacità e di altrettanto scarsa capacità di silenzio. Un personaggio davvero teatrale. La nave, una faleniera, aveva come obiettivo una falena divoramondi nel Settore Alpha. Una creatura che si nutre di soli. Un ciclo cosmico terribile, ma non innaturale.

Sono stata assegnata alla protezione degli alberi principali dalla cambusa. Avvicinandoci alla preda, la nave è stata assediata da muffe astrali e da sciami di insetti mutati, orrori.

Il flogisto è combustibile. Questo è noto. È inciso nei manuali, nei templi, persino nelle storie per bambini da dove vengo. Eppure qualcuno ha ritenuto opportuno evocare fiamme.

La nave ha iniziato a cedere. Non solo nel legno, ma soprattutto nella disciplina. Michael Westport ha perso il controllo della rotta, della voce, e infine della mente. Ci stavamo dirigendo verso il limite del Settore Alpha. Oltre, non ci sarebbe stato ritorno.

È stato allora che ci è stato chiesto di evocare luce. Radiosa, pura, visibile. Per un istante ho creduto che volessero attirare la falena. Ma no. La luce non era per il mostro.

Era per il pilota.
Abbiamo illuminato il vuoto e ha funzionato. La nave ha invertito la rotta. La missione è stata abbandonata. Non abbiamo catturato la falena, ma siamo tornati.

Osservo questi esseri che vivono nel tempo, che lo sentono scorrere come una ferita aperta, e capisco perché abbiano così tanta fretta di bruciare ciò che non comprendono.
31/01/2026
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