Compagnia dell'obelisco
Nei momenti di quiete, quando sono da sola nella plancia di comando, seduta sul trono, con il piano astrale infinito davanti a me rimango ad occhi chiusi a farmi cullare dal rumore della nave.
La "Bashee" (La nave presa in prestito da Tasha) in un certo senso è "viva", non credo di poter spiegare o concepire in che modo possa essere viva tantopiù cosciente un essere del genere.
Ma rimanendo in ascolto si può come percepire una certa intelligenza in questo maestoso gigante, se mi concentro abbastanza posso come sentire quei danni che io stessa ho provocato in un atterraggio maldestro ai monti volanti di Dragonland.
Chissà se in qualche modo la nave può sentire quello che invece sono le mie cicatrici ed i miei dubbi.
Non credo di aver mai avuto così tanta voglia di tornare a Waterdeep ed allo stesso tempo sperare che questo viaggio duri quanto più a lungo possibile.
Ho voglia di rivedere la banda al completo, di vivermi un po' quella taverna che sto faticando a considerare casa mia.
Ed allo stesso tempo quella voce, quella voce nell'oblio del mio sonno è come la morte che mi mostra quanti pochi granelli di sabbia non sono ancora scesi.
La mietitura sta per arrivare e lesta la falce calerà.
La Nave intanto, mi culla e io mi lascio andare verso altri lidi, verso l'oblio, di un sonno senza sogno, un ritorno ad un ventre non di legno ma di una nave in ogni caso.
è divertente se ci penso.
Presto dovrò fare una lista di cose da portare nelle varie missioni: razioni per il viaggio, organizzare la borsa da campo, possibilmente pozioni di cura e qualche protettivo per i veleni, antidoti e devo rispolverare un po' le mie conoscenze sui draghi.
In realtà questa è la preparazione per una singola missione.
Ma non voglio pensare all'altra.
Dovrei in realtà, un po' perché me lo potrebbe ricordare il mago, o quel gruppo oppure...
Beh Yaga, non possiamo nascondere che è successo con gli eroi che hanno riportato Elturel da dove è stata letteralmente trascinata.
Perdere così tanto il controllo, per cosa poi? per dei perfetti sconosciuti che probabilmente non hanno neppure detto tutto, che neppure capiscono cosa hanno fatto e lo vedono solo come un successo, come non può essere altrimenti? si potrebbe fare lo stesso discorso anche con le "furie" o qualsiasi altro "eroe".
Elturel è tornata nel piano materiale e hanno liberato Zariel.
Zariel, proprio l'ultimo essere che andava liberata e che meritava di essere liberata.
è seccante e oserei dire oltraggioso.
Ma non era a loro quel discorso vero? in realtà approvi pure il fatto che hanno manipolato un arcidiavolo a fare quello che volevano senza combattere, è un sinonimo di potere che tu ammiri.
No, tu trovi oltraggioso la leggerezza con la quale sia stata concessa questa cosa, trovi oltraggioso che un essere che nella sua arroganza ha guidato una inutile crociata verso l'Avernus, che si usi dei termini come "salvata" quando è lei stessa causa del suo male, lei che è stata quella che ha aiutato Tiamat a devastare la costa della spada e il mondo se permesso, lei che ha trascinato una intera città nell'Avernus ora si trova "salvata" tra le braccia del suo Dio?
Con tutte le conseguenze del caso poi: la città tornata indietro non è tornata come se nulla fosse, chi era legato a Zariel come arcidiavolo ha perso i contratti con lei e significa che sono passati ad altri oppure direttamente annullati o ancora trasformati in qualcosa alla quale non si è dato il consenso.
Bel "il traditore" o Tiamat stessa come possibili candidati al titolo.
E cosa si è capito? cosa abbiamo imparato da questo? cosa ha imparato Zariel da questo? che basta sentirsi dispiaciuti, qualche parola, il benestare possibile di un Dio che possa forzare le regole che loro stessi hanno creato per cancellare gli errori che si sono fatti? Cosa le impedirà di fare lo stesso identico errore? Quanto è importate per "il bene superiore"? e il bene di chi?
Ci sono cose imperdonabili e non si diventa Arcidiavoli senza fare cose imperdonabili.
Le strade dei nove inferni sono lastricate di chi per un bene superiore hanno fatto cose terribili, le loro catene invece rimarranno salde, le tue catene rimarranno salde che nel nome di un bene superiore hai ucciso (con piacere) chi si frapponesse, che hai sacrificato la tua libertà accettando per sempre il tuo sangue (e lo rifaresti) per quelle vite della quale sei stata partecipe di tanto male , per tutto quello che avresti voluto avere, con le persone che vorresti accanto ma hai perso?
Ecco il problema...ecco perché la disprezzi: non puoi accettare che ci sia salvezza a prescindere degli orrori alla quale ci si è resi partecipi o compiacenti, ne negli altri e sopratutto in te stessa.
E tutto si è ridotto ad una sorta di leggera ripicca mentre questi erano qui per salvare il mondo.
Che ego smisurato che ha questa parola, salvare il mondo.
Non siamo i salvatori di nessuno, siamo solo delle pedine nelle mani che ci toccano e ci manipolano in continuazione.
E Queste mani meritano di essere tagliate...almeno un po' meritano di soffrire, meritano tutti di sacrificare qualcosa ogni tanto.
Spero che ti sia di aiuto per quando mi leggerai Yaga del futuro, quando avrai bisogno di nuovo di leggere le tue stesse parole.
Lo ricordi cosa diceva Catius si? Non ha senso condividere il proprio pensiero come se fossimo alla ricerca di approvazione, nessuno ti capirà mai come puoi capire te stessa, è una mancanza di carattere il contrario. Non dire e se devi agire, agisci, condividi quello che ti serve condividere, prendi tutto quello che puoi prendere.
Questa è la lezione che devi tenere a mente.
Nota aggiuntiva: perché hanno mandato una Deva a fare una missione dissacrante come questa? hanno detto che i piani alti hanno fatto un casino ma anche li è pura aria fritta come informazione, ma la sola presenza è...ironica. Lei ha detto con molto orgoglio che non la stanno sacrificando per essere complice di questo atto e che è ben felice di salvare il mondo (mentre guarda gli altri dal basso verso l'alto).
Ma non è questo il punto no? macchiarsi di crimini terribili e non pensare che ci siano delle conseguenze.
Miei Dei e Diavoli e Abisso infinito...ma davvero sono io qui quella che sta facendo un discorso delirante? ho bisogno di quegli incensi...
Gli ululati del vento nelle orecchie, il suono del biruota che ruggiva, la terra e la polvere nell'aria, l'odore di fuoco e sangue, posso sentire tutto di nuovo quando chiudo gli occhi.Dal dolore dell'anima nella sua moneta la macchina infernale genera potere, dalla fame e la fatica viene la resilienza, ogni mimino sacrificio, ogni traguardo, ogni rischio preso può portare alla disfatta e può portare alla vittoria ed in questo pensiero posso quasi rigioire.L'eden rovinato a detta di Volmer, il paradiso che doveva essere, l'inferno che è.Mi domando in che modo io possa paragonarmi a questo posto: alla figlia che avrei dovuto essere e ora marchiata da qualcosa che non chiedeva.Alla assassina al servizio di Catius e forse (se lo avesse seguito) della regina drago e ora eroina della costa della spada.O forse la donna che doveva trovare la forza di abbandonare il potere e affrontare l'incertezza della libertà e ora reietta divisa tra due mondi, perduta in questo infinito silenzio.Un albero senza radici, una casa senza fondamenta, ecco come mi sento ora.Che miseria, che amara ironia e concatenazioni di eventi.Ero terrorizzata alla prospettiva di perdere i miei compagni, di perdere Sparros ed al tempo stesso ora sono dilaniata dalla prospettiva di perdere un luogo dove poter tornare e chiamare casa.Ed alla fine cosa ha portato? decidere di abbandonare un futuro con i miei compagni per avere in cambio il potere di affrontare questa nuova minaccia mi ha portato a questo "premio" per la mia dedizione alla causa con rivelazioni che mi stanno dilaniando e con il tradimento del mio stesso sangue.E la disfatta di Lord Volmer, il rammarico peggiore. Non so quali siano i suoi piani per me attualmente: potrebbe sfruttarmi fino al midollo, probabilmente lo sente come un suo diritto e quando avrà concluso mi abbandonerà come hanno fatto in tanti.Vorrei che non fosse così, davvero, sarebbe a dir poco azzardato pensare il contrario.
Ma mio padre è silenzioso e Volmer al contrario è qui.
Almeno posso recuperare 3 anni di domande che avrei voluto fargli, bisogna guardare il lato positivo.
Siamo di nuovo in missione, con il dispiacere della compagnia, almeno in parte.
Non ho tutta questa voglia di tornare alla taverna anche se ne sento sempre la mancanza.
Tuttavia mi domando se ci saranno tutti, se le mie furie saranno tutte li. Li sento più lontani ogni giorno che passa, ma non mi sorprende. Forse dovrei semplicemente seguire il mio istinto e trascinarli tutti qui ed avere finalmente un po' di pace e quello che voglio: Una eterna famiglia, un legame indissolubile e non sarò mai più lasciata da sola.
Bah sto scadendo sui pensieri da miserabile.
Per questo mi piacciono tanto gli oggetti: li rubi, li compri, li possiedi e sono tuoi, con le persone è differente.
Devi sempre capire cosa gli gira per la testa e cosa desiderano a loro volta,ed è soddisfacente ogni volta che riesci a manipolarli, anzi, esaltante,rende bene il desiderio di controllo sul mondo e il destino che un po' tutti noi ambiamo.
Parlando di cosa vogliono le persone, mi viene da domandarmi a cosa stia pensando adesso Sibelius.
Non condivido quello che hanno detto gli altri riguardo al suo patto: sono affari suoi e se ha accettato per noi è solo un vantaggio, sarà più che motivato a completare al meglio la missione.
Tutte queste domande su sua moglie, questi dubbi sul perché sia li, se vuole essere liberata, se ne vale la pena, sono solo debolezze indotte.
A prescindere da come andrà con la sua storia è ammirabile che di sua iniziativa abbia deciso di suo conto rischiare tutto per una persona alla quale tiene.
Per amore o per odio o per entrambi.
Non so bene cosa pensare.Questo viaggio nell'Avernus mi ha portato solo più dubbi e messo in atto situazioni della quale non mi interesserò discuterne in queste pagine tranne alcune cose. Quel crocevia poi potrei dire di aver perso una occasione d'oro nel conoscere quella donna.Ma al tempo stesso non avevo nessuna intenzione di mostrare i panni sporchi o rischiare di mostrarli sulla mia famiglia se così si può chiamare.Non mi sono mai interessata alla famiglia, non quella che mi ha generato almeno, ho sempre cercato di scappare da questo pensiero o di trovare dei sostituti.Sparros è la mia famiglia, lo è stato per molto tempo prima di Catius, ora non lo so bene.Catius a sua volta per me è stato un padre, un maestro, una guida che ancora mi batte sulla spalla quando ho un dubbio.Alcune volte mi guardo allo specchio e lo vedo, ho gli stessi occhi. (forse è per questo motivo che Sparros sta lontano da me)Le furie? potrei dire che anche loro sono un sostituto per soppiantare a questa mancanza, ma ora più che mai gli eventi mettono in pericolo questo mio bisogno.Ma mia madre? non mi sono mai interessata. Al tempo chiunque fosse mi sarebbe sembrato solo una delusione: qualsiasi il motivo ero troppo arrabbiata e troppo presa dal presente per occuparmi di qualcuno che non c'è e non c'è mai stato.Ora sono curiosa quantomeno.Non credo che Volmer approverebbe... ma così impara a chiudere le comunicazioni senza rispondere.Serebbe ben più amabile se non lo facesse, lo dico per il suo bene e Brian.Andrò in giro per Waterdeep a schiarirmi le idee e magari gli posso prendere una piantina di congratulazioni.Bisogna tenere d'occhio la situazione con quei coalescenti chiunque siano sono nemici fino a prova contraria e il fatto che adesso Sibelius sia sulla strada per esserlo a sua volta non va bene.
"stupidità"
"debolezza"
"fede"
Non riesco a descrivere con altri aggettivi il metodo che sto scegliendo in questi giorni.
Stanchezza
Impotenza
Desiderio e solitudine.
L'abbandono di Volmer è solo l'ennesimo tradimento che subisco, dovrei essere più forte eppure sono sempre dietro a sentirmi male per quanto io sia ininfluente.
E ora? Ora sono fragile come un cristallo, la mia mente si sta gettando su cosa fare per la compagnia, eppure sento che c'è un peso che devo abbandonare.
Ho pensato seriamente che l'Avernus potesse essere un luogo a cui tornare, un luogo con uno scopo ed una prospettiva per quanto molti possano considerarlo discutibile. Non minimizzavo la natura del mio vecchio patrono e con lui stavo facendo quello che ho sempre fatto: essere un cane fedele.
Dimostrarsi sempre fedele, difendere, portare a termine le missioni con successo, sapevo perfettamente che era solo un modo per allungare il tempo a me di organizzarmi a prescindere da un suo tradimento.
Di non perdere tutto di nuovo come in passato, magari trovarmi un'altro padrone da servire. Un'altra mano da cui ricevere una ricompensa.
So bene che dovrei curarmi da questa mia afflizione da molto tempo, i miei compagni non fanno altro che dirmi che sono amata, che sono utile, che ho un posto dove tornare.
Gli voglio bene.
Gli voglio così bene che ho rischiato di fargli male per questo mio trauma che non credo possano capire.
Quando ho vagato senza meta per la costa della spada dopo che Leosin ha garantito per me cercavo una risposta o un posto dove sparire. Ho cercato di vivere una vita normale, fallendo, sono tornata sui miei vecchi passi: ladruncola, mercenaria per quattro argenti in croce se andava bene, sono ritornata a chiedere l'elemosina.
Piangevo ogni volta nel sonno, speravo di ritrovare Catius o Sparros per poter tornare con loro, oppure che finissero il loro lavoro. Li sognavo di continuo.
Ero avvelenata da questa sensazione e mi ha lasciato una cicatrice che ha sanguinato fino a quando non sono diventata una furia.
Quella cicatrice c'è, la vedo in faccia, simbolicamente è il mio corno ricostruito con l'oro, realmente è nel mio sguardo.
Così...fragile.
E ora? ora so solo che mi sento costantemente in pericolo prorpio per questa debolezza.
Ma non riesco...non riesco. Ho bisogno del nulla.
E un buon sonno .
Viaggiare cura.E spesso i luoghi dove andiamo non ce li aspettiamo neppure.Credo che Toril dopo gli eventi con il mio vecchio patrono mi sia diventato stretto e più passa il tempo, più mi accorgo che la mia "casa" non deve per forza essere il luogo dove sono nata.Loerem non la sento come tale, per ora, ma qui ho trovato degli elementi che mi fanno sentire accettata.Si tratta di un mondo bisfrattato, difficile e con un suo equilibrio che è stato messo in discussione.Sono venuta qui perché francamente, mi vergognavo per come stavamo trattando i nostri alleati.Quello che sapevo su Loerem erano solo storie e lamentele, storie tra l'altro raccontate MALE dai miei compagni, i quali hanno fatto intendere che il drago che ora si trova su Toril li avesse braccati fin dall'altra parte.Ho avuto modo di vedere un'altro punto di vista su molti altri aspetti oltre a questo e mi hanno fatto cambiare idea su certi comportamenti, o meglio, non sono più tollerati o compresi.Da quando abbiamo avuto l'incidente con il Primo e tutto quello che ne è conseguito ci si aspettava una reazione differente da parte dei miei compagni, oltre alla indifferenza.Persino quello che era quello che era in primo luogo minacciato da quello spettro in prima persona ha ringraziato una persona totalemente a caso.Invece per Loerem commenti sarcastici, battutine sopra una catasta di morti candide come un fazzoletto che copre la merda.Che pace sperano di ottenere tra la compagnia e Hillevi con questo atteggiamento?In più...in più mi sono innamorata. In più di un senso: sto iniziando lentamente a capire cosa sono gli spiriti e quanto influenzano il mondo, quanto sono importanti e quanto siamo connessi con loro e quanto questo ci connette tutti al disegno della grande madre.Ho scoperto la passione, una rinnovata fame di conoscenza, ho sentito il dolore, non mio, ma esterno a me, il dolore che unisce, il dolore che rende vivo.Loerem rinnova e lenisce come la sua magia.