Lisbeth è una donna ben piazzata e nerboruta. Il volto gentile è nascosto dalle prime rughe del tempo e da innumerevoli cicatrici di ustioni, ormai cicatrizzate.
Nata a Greenest, vive la maggior parte della sua vita come una classica
contadina e casalinga. Non era mai stata una grande chiacchierona, anzi
piuttosto taciturna, preferiva dimostrare affetto con piccoli gesti e aiutando gli
altri con il duro lavoro nei campi. Grazie alla sua costituzione robusta tutti comunque
sembravano apprezzarla per l’aiuto che dava al villaggio, ma erano pochi gli
uomini che provavano a corteggiarla. Fino a quando non arrivò un soldato altrettanto
possente che, incurante del suo aspetto, decise di chiederla in sposa quando
aveva circa 27 anni.
Purtroppo però a Lisbeth non venne concesso il dono della fertilità e così
i due non ebbero mai figli. Da quel momento il rapporto tra marito e moglie
cominciò ad incrinarsi e a diventare via via più freddo. L'uomo portava rancore
verso di lei che intanto si sentiva in colpa per quella sua
"mancanza".
Gli anni passarono in questo sottile equilibrio fatto di non detti e di
astio silenzioso, fino a quando il marito di Lisbeth partito in missione si
fece molto male ad una gamba rimanendo zoppo e senza più lavoro. I due non
avevano problemi economici grazie al lavoro di Lisbeth nei campi ma questa
situazione, esacerbò la vita in casa. Il marito cominciò a compensare l'assenza
del lavoro con l'alcol fino a diventare a tratti violento e rabbioso. Un
giorno, che avesse bevuto o meno non ha molto importanza, l’uomo attese la moglie
e appenò arrivò la colpì alla testa ferocemente. Il suo intento era quella di
ucciderla, ma la donna era ben piazzata e riuscì a non svenire. La lotta fu
intensa, lui provò a strangolarla e nella colluttazione una lampada cadde a
terrà e la casa andò a fuoco. Per fortuna la donna riuscì ad assestare un pugno
talmente forte al marito da farlo svenire a terra. Quando Lisbeth si rese conto
di cosa stesse succedendo provò comunque a salvare il marito svenuto dalle
fiamme che ormai divampavamo ovunque, bruciandosi irrimediabilmente il viso e
metà corpo ma non ci riuscì. Il suo corpo carbonizzato venne trovato solo il
giorno dopo.
Al villaggio le cose non andarono bene. Quelli che fino a poco prima erano
amici divennero improvvisamente sospettosi verso quella donna troppo forte e
silenziosa che sembrava aver dato fuoco alla casa con il marito dentro. Venne
sottoposta a giudizio ma in mancanza di prove sufficienti venne rilasciata dopo
alcune settimane.
Fu allora che Lisbeth decise che non aveva senso tornare alla vita di
prima, che era stanca di stare a testa china e nonostante l'età piuttosto
avanzata decise di provare a diventare a sua volta un soldato, per vedere se
con quella forza che si ritrovava poteva almeno aiutare qualcuno. Si trasferì a
Neverwinter dove studiò e fece pratica con cadetti con la metà dei suoi anni, e
nonostante gli sguardi stupiti, trovò in loro una nuova famiglia.
Dopo essere venuta a conoscenza dell'assalto a Greenest da parte del culto
del drago Lisbeth decise di tornare al villaggio che l'aveva ripudiata perché
nonostante tutto era pur sempre casa sua. Qui si avvicinò in modo particolare
al chierico del villaggio Jamis, uno dei pochi che l'aveva difesa dopo
l'incidente, al suo "figlioccio" scapestrato Duncan, a Leanor l'elfo
forestiero che abitava ai limitari della città e Garlan il paladino che era
stato assegnato a protezione del villaggio.
Dal suo ritorno a Greenest, passò circa un anno prima della comparsa di
quell'obelisco che avrebbe portato il gruppo verso avventure che mai Lisbeth
avrebbe pensato di affrontare.