Compagnia dell'obelisco

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Nuova rotta: alla scoperta del mondo senza sole di Iurmèn

Mondo: Iurmèn



Siamo atterrati sul pianeta chiamato Iurmen, non prima di aver effettuato delle manovre estreme per evitare di precipitare nel tentativo di approdo. Zul è riuscito a destreggiarsi in forma astronave, tra questa discontinuità spaziale chiamata Enferun, ricaricandosi a suon di fulmini e saette scagliate da noi arcanisti. Aperto il portellone della nave, ci siamo ritrovati in questa terra spettrale, illuminata dal chiarore lunare del proprio satellite. Preso il cammino, abbiamo incontrato un uomo di nome Zaironil. Ha un'abilità tutta sua, può trasformarsi in ombra e muoversi, come avrete potuto constatare se lo avete visto in taverna, lui è nativo di questo Pianeta. Ci siamo, così, imbattuti in un rito sacrificale, dove ovviamente non siamo rimasti inermi, intervenendo e fermando il rito. Il nostro primo nemico è stata questa signora, chiamata Abagadora…un’eco della morte, una calamità. Solo le armi tetre possono scalfirla e gli incantesimi al di sotto del livello 5, se non sbaglio, non hanno alcun effetto su di lei. Dirigendoci verso la capitale, Roccia del Gufo, siamo passati dal bosco degli streghi, eravamo alla ricerca di un obelisco, il quale si dice che sia stato portato da una profetessa, facendolo comparire con un raggio di luna. Durante il nostro cammino abbiamo avuto modo di conoscere Phexir, un piccolo essere amichevole, razza Livar…un folletto notturno. Tipo simpatico, nel caso dategli ragione e sorvolate.

Arrivati a destinazione le guardie ci hanno accolto con sguardi dubbiosi e poco gentili, chiedendoci di seguirli al cospetto della profetessa. Una volta da lei, non potevamo crederci, ci siamo ritrovati davanti Censa e i suoi piani malefici. Al suo fianco c’era Neronvain, fratello del mio amico Taras, solo successivamente saremo venuti a scoprire che era costretto dal suo volere a combattere per lei. Vorka senza troppi scrupoli, si è scagliata contro di lei ma in un battito di ciglia ci siamo ritrovati fuori dalla città. Così, feriti sull’orgoglio, ci siamo nuovamente intrufolati al suo interno e, con la luna che stava tramontando, ci siamo nasconti in una locanda di nome “Canzone Lunare”, dove Vorka ed Yrsa ci hanno raccontato chi fosse davvero Censa e il perché siano partiti all'attacco, facendo passare cosi il giorno che ricordo essere la nostra notte, tra chiacchere e qualche ora di riposo. Veniamo a conoscenza che colei che si faceva chiamare dalla bocca di tutti "salvatrice", aveva delle intenzioni ancora più malvagie. Il suo intento era quello di risvegliare l’abominevole progenitore dei draghi di questo mondo chiamato Rogudi, che si trova nelle profondità di un’isola vulcanica dove si dice che vi sia un secondo obelisco. Questa volta ci siamo diretti verso la sua aeronave ormeggiata al porto. Al suo interno ci siamo ritrovati in una vera e propria macelleria. La sua nave veniva usata per stipare corpi, farli a pezzi e prepararli come cibo per la sua armata. Aprendo la cabina del capitano ci siamo ritrovati a dover combattere i nostri peggior incubi. La poltrona di comando era formata da tantissimi occhi, chiamata Wiklamite. Rappresentava il grande antico Ghatanotoa. Grazie al sacrificio di Neronvain siamo riusciti a scappare da questo incubo. Nello scontro finale contro Censa, noi, Adam in sella al suo drago Cloumatar e con l’aiuto di Anvernia, una potente arcanista, l’abbiamo sgominata nelle sue varie trasformazioni. Zul, con prodigio, è riuscito a prendergli in tempo l’artefatto con il quale poteva muoversi tra i piani... 

Fermata la falsa profetessa, siamo tornati all’obelisco per prendere altre informazioni dai vari culti presenti. Ed è qui che tutto è precipitato. Uscita da un portale, con passo deciso, si è presentata a noi questa donna guerriera dai lunghi capelli rossi, non era decisa a combatterci voleva soltanto ciò che le era stato rubato in precedenza. Il suo elmo fatto con il materiale di obelisco. Lei è risultata immune a tutti i nostri attacchi magici e fisici, neanche le armi tetre riuscirono a scalfirla. E così è stato, vani sono stati i nostri tentativi di affrontarla, ci ha piegato come stuzzicadenti. Io, Sylas, cercando di rallentarla sono quasi morto schiacciato dalla sua forza. Non abbiamo potuto fare altro che scendere a compromessi con lei, restituendole ciò che le era stato rubato in una spedizione precedente. Analizzando il monolite ci siamo accorti che lanciando degli incantesimi nei giusti punti si attivava una specie di protezione sui nostri corpi; ritrovandomi, così, immune a qualsiasi attacco fisico. Questo stato, tuttavia, non sarà perenne, a distanza di qualche giorno già noto che inizia ad indebolirsi. Terrò monitorata la situazione.


Informazioni utili per i futuri viaggiatori:
- sul Iurmen, il dì è peggio della notte. MAI uscire di giorno.
- solo le armi tetre possono infliggere danni ai nemici presenti, attenzione però ad usarle: esse lentamente corroderanno la mente di chi le impugna.
- c’è un secondo obelisco non ancora esplorato.
- sul pianeta sono presenti non morti e vampiri, potrebbe essere interessante approfondire.
Sylas, 06/09/2023
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